Modulo Antincendio, Sistemi di Pressurizzazione, Cisterne Idriche accumulo
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01 gennaio 2016 Autore:
Categorie: Tech corner

Il concetto di NPSH nella UNI EN 12845

Dopo aver tenuto negli ultimi anni, decine di incontri in giro per l'Italia sul tema delle centrali idriche antincendio, abbiamo potuto verificare che la definizione di NPSH, data per scontata dalla normativa, è in realtà poco frequentata da molti tecnici del settore. Questo articolo ha perciò lo scopo di illustrare il concetto di NPSH, partendo dalla sua definizione, e cercando di chiarire in che modo viene utilizzato in concreto dalla normativa antincendio. Conoscere meglio l'importanza dell'NPSH è fondamentale per ciò che riguarda la corretta scelta dei sistemi di pompaggio. Questo vale per tutti i tipi di applicazione, non solo per quelle antincendio. La norma UNI EN 12845 "Installazioni fisse antincendio. Sistemi automatici a sprinkler. Progettazione, installazione e manutenzione", nel capitolo 10, denominato POMPE, pone particolare enfasi sulle caratteristiche della tubazione di aspirazione delle pompe principali e sulla potenza del motore da collegare alle pompe stesse. In entrambi i casi viene introdotto il concetto di NPSH. Vediamo perciò per iniziare cosa si intende per NPSH.
Fig.1 Gruppo Antincendio

1 - Definizione di NPSH e cenni sulla cavitazione

NPSH sta per - Net Positive Suction Head. In italiano è possibile definirlo come "altezza di carico netta assoluta" e rappresenta l'altezza totale di carico all'ingresso della pompa, misurata rispetto al piano di riferimento, aumentata dell'altezza corrispondente alla pressione atmosferica e diminuita dell'altezza corrispondente alla tensione di vapore. Nel caso di una pompa orizzontale, il piano di riferimento passa per l'asse di rotazione della pompa. Il valore dell' NPSH si esprime in metri. Quando si parla di NPSH, occorre riferirsi a pressioni assolute e non relative.

Occorre distinguere tra:

NPSH richiesto che è quello che il costruttore chiede per ottenere un buon funzionamento della pompa
NPSH disponibile che risulta dalle condizioni di installazione e deve essere calcolato dal progettista dell'impianto

Perché non si manifesti il fenomeno della cavitazione e la pompa lavori secondo le aspettative del progettista dell'impianto occorre che :

NPSHd > NPSHr (1)
NPSHd = Zo + ((Po + Pb – Pv )/(ρg)) – J1 (2)

FIG.2 schema di riferimento

Zo = Quota del pelo libero nel bacino o nel serbatoio di aspirazione rispetto al piano di riferimento passante per il centro della bocca di aspirazione della pompa (m)

Po = Pressione effettiva sulla superficie libera (Pa)

Pb = Pressione atmosferica assoluta (Pa)

Pv = Tensione di vapore (Pa)

J1 = Perdita di carico totale nella tubazione di aspirazione (m)

Ρ = massa volumica dell'acqua alla temperatura data (kg/m³)

g = accelerazione di gravità 9,81 m/sec²

La prima osservazione da fare è che l'NPSH è una funzione della portata Q.
Quello disponibile cala all'aumentare di Q , in quanto aumenta il termine J1 (cioè aumentano le perdite di carico all'aumentare della portata).

Quello richiesto aumenta all'aumentare di Q , poiché all'aumentare di Q , aumenta l'energia richiesta dalla pompa per lavorare in assenza di cavitazione.
Conseguentemente per ogni valore di Q esisterà un valore di NPSHd e di NPSHr. L'andamento dei due valori darà luogo a due curve come quelle riportate in figura 2. La zona a destra del punto di intersezione tra le due curve è quella dove si sviluppa il fenomeno della cavitazione. Quella a sinistra è quella di corretto funzionamento

Fig.3 Andamento NPSH Abbiamo parlato di energia e di cavitazione, vediamo di precisare meglio il significato di questi termini nel contesto che stiamo esaminando.

L' NPSHr è in sostanza la misura dell'energia che il liquido deve avere nella sezione di imbocco delle girante, per proseguire il suo cammino all'interno della girante stessa, senza che si formino, per scollamento della vena liquida, zone di bassa pressione nelle quali il liquido vaporizzi a temperatura ambiente e liberi parte del gas disciolto.

L' NPSHd rappresenta a sua volta, l'energia messa a disposizione dall'impianto alla flangia di aspirazione riferita alla tensione di vapore del liquido. I valori minimi di pressione di funzionamento, che possono essere raggiunti all'aspirazione delle pompe sono limitati dall'insorgere della cavitazione. La cavitazione vaporosa consiste, come suggerisce il nome stesso, nella formazione di cavità di vapore in seno ad un liquido, quando localmente la pressione raggiunge un valore critico, ovvero quando la pressione locale è circa uguale alla tensione di vapore del liquido. Nel caso di una pompa, la vaporizzazione avviene nella zona di bassa pressione posta all'ingresso della girante .

Si forma così un sistema bifase comprendente da una parte il liquido e dall'altra il suo vapore, eventualmente mescolato ad un altro gas trascinato dal liquido durante il suo ingresso nella tubazione di aspirazione .

Questi gas possono sia accumularsi in un punto, sia essere trascinati dal liquido nel passaggio attraverso la pompa. In quest'ultimo caso, allorché raggiungono una zona di maggiore pressione, la parte condensabile si trasforma in liquido e la parte solubile può essere assorbita dal liquido stesso. Il cambiamento di fase gas/liquido, in queste condizioni si accompagna con trasformazioni di energia ed è generalmente molto brutale. Le particelle di gas implodono e sottopongono ad un vero e proprio martellamento le pareti a contatto.

Fig.4 Effetti cavitazione sulle giranti Fig.5 Effetti cavitazione sulle giranti

Poiché la pompa è studiata per funzionare solo nella fase liquida si possono presentare i seguenti sintomi :

• Accumulazione di gas, vapori o aria nei punti alti dell'installazione ivi compresa la pompa
• Caduta della curva caratteristica portata-prevalenza (Q/H) della pompa e del suo rendimento
• Disadescamento della pompa
• Rumori e vibrazioni nelle tubazioni e nella pompa
• Corrosione dei passaggi interni della pompa che possono interessare le pale e i dischi della girante, la camicia dell'albero e alcune parti del corpo pompa
• Riscaldamento e usura rapida dei cuscinetti e del reggispinta
• Rottura dell'albero , disgregazione della girante

Come abbiamo visto l'insorgere della cavitazione è un fenomeno assolutamente da evitare, in modo particolare in un'applicazione come quella antincendio, che deve garantire una elevata affidabilità delle prestazioni.

Fig.6A Effetti cavitazione Fig.6B Effetti cavitazione

2 - Verifica dell'NPSH imposta dalla UNI EN 12845

La UNI EN 12845 per evitare il crearsi di pericolosissime condizione di cavitazione nell'aspirazione delle pompe principali chiede che :
10.6.2 – Tubazione di aspirazione

10.6.2.1 – Generalità

L'aspirazione della pompa deve essere collegata ad una tubazione diritta o conica, lunga almeno due volte il diametro. La tubazione conica eccentrica deve avere la parte superiore orizzontale ed un angolo di apertura massimo che non sia maggiore di 20°. Le valvole non devono essere posizionate direttamente sulla bocca di entrata della pompa.(10.6.2.2 e 10.6.2.3 - La velocità nella tubazione di aspirazione non può essere maggiore di 1,8 m/s o di 1,5 m/s a seconda che la sistemazione idraulica sia sotto o sopra battente)
La tubazione di aspirazione, comprese tutte le valvole e raccordi, deve essere progettata in modo tale da assicurare che l'NPSH disponibile all'ingresso della pompa superi l'NPSH richiesto di almeno 1 m con la massima portata richiesta e alla massima temperatura dell'acqua. (10.4 – La temperatura dell'acqua non deve essere maggiore di 40° C). Le tubazioni di aspirazione devono essere poste orizzontalmente o con una pendenza continua in salita verso la pompa per prevenire la possibilità di formazione di sacche d'aria nella tubazione.
Nel primo comma dell'art. 10.6.2.1, viene definito geometricamente il raccordo (cono eccentrico) tra la bocca di aspirazione della pompa e la tubazione di aspirazione. Le geometria richiesta, tende a minimizzare le perdite di carico concentrate nel passaggio tra il diametro della flangia di aspirazione della pompa (che è sempre il più piccolo), definito dal progetto idrodinamico della pompa, e il diametro della tubazione di aspirazione definito dalla Q di progetto e dalla velocità massima imposta in aspirazione dalla norma (che è sempre maggiore del primo).

Fig.7 Cono eccentrico in aspirazione delle pompe principali

La sezione della tubazione di aspirazione e quindi il suo diametro sarà perciò :
Sa = Qp / Umax (3)
D = √ (4Sa/п) (4)

dove :
Sa = sezione della tubazione di aspirazione (m²)
Qp = portata di progetto (m³/s)
Umax = velocità massima imposta dalla norma (m/s)
D = diametro della tubazione di aspirazione (m²)

Fig.8 Esempio cono eccentrico corretto Fig.8 Esempio cono eccentrico errato

Nelle foto vediamo : a sinistra l' esempio di un cono eccentrico correttamente realizzato secondo UNI EN 12845, a destra un esempio di cono eccentrico fai da te, che invece di migliorare le condizioni di aspirazione, le peggiora, introducendo notevoli perdite di carico. Infatti è chiaramente visibile in questo caso un tratto di tubo orizzontale avente lo stesso diametro della flangia di aspirazione della pompa che si raccorda in uno pseudo cono, si tratta in realtà di una semplice riduzione commerciale, che ha certamente un angolo di apertura di gran lunga maggiore di 20°. Le turbolenze in questo caso sono assicurate. Sempre per diminuire le perdite di carico in aspirazione viene imposto di non montare le valvole sulla bocca di aspirazione della pompa, ma sul lato del cono eccentrico con diametro maggiore. Queste precauzioni tendono quindi tutte ad agire sul valore di J1 cercando di ridurlo il più possibile, ottenendo così, di conseguenza di rendere il valore dell' NPSHd il maggiore possibile.Non potendo indagare in modo analitico sull'andamento complessivo della tubazione di aspirazione, la norma nel secondo comma dell'art. 10.6.2.1 impone al progettista di verificare che la sua ipotesi progettuale sia tale che si verifichi :

NPSHd – NPSHr > 1

Fig.9 Curva caratteristica dell'impianto

Quindi il calcolo dell'NPSHd andrà impostato secondo lo schema di fig. 2 e secondo la (2), prendendo in considerazione :

• il valore di Pv corrispondente a 40° C (temperatura max dell'acqua ammessa dalla norma), che è pari a 7,38 kPa (vedi fig. 12)
• il valore della pressione atmosferica Pb corrispondente all'altitudine alla quale è posto l'impianto (si può prendere come riferimento un andamento approssimato basato su una diminuzione di 0,1 kPa per ogni 8 metri di variazione di altezza (ad esempio, pressione al suolo = 102 kPa, a 160 metri = 100 kPa).
• il valore della pressione effettiva Po, ovvero dell'eventuale sovrappressione o depressione esistente sopra il pelo libero dell'acqua (la sovrappressione si ottiene comprimendo un gas all'interno di un serbatoio chiuso, e viceversa la depressione si ottiene aspirando aria e creando all'interno di un serbatoio chiuso un certo grado di vuoto); nel caso di sistemi antincendio, le vasche che contengono la riserva idrica sono aperte all'atmosfera e quindi Po = 0 Pa
• il valore della densità ρ dell'acqua alla temperatura di 40 °C, che è pari a 992,2 kg/m³
• il valore Z0 della distanza del pelo libero nella vasca di aspirazione, preso dal livello minimo previsto, al piano di riferimento passante per l'asse della pompa
• il valore J1 delle perdite di carico totali (distribuite e concentrate) nella tubazione di aspirazione, calcolato secondo quanto previsto da 13.2 UNI EN 12845 e Appendice C UNI 10779 (sostanzialmente le perdite vanno calcolate utilizzando la formula di Hazen-Williams)

Esempio 1: Schema idraulico SOTTOBATTENTE, al livello del mare e con temperatura dell'acqua di 40° C

Fig.10 FIREBOX sottobattente

Supponiamo di utilizzare pompe orizzontali sottobattente e di avere quindi una distanza Z0 positiva tra il livello minimo nella vasca e l'asse della pompa; poniamo Z0 = 1 m; dopo aver applicato Hazen-Williams alla nostra tubazione di aspirazione otteniamo J1 = 3 m, inseriamo quindi nella formula dell'NPSHd i valori trovati e poi quelli di Po = 0 Pa (nessuna sovrappressione o depressione sul pelo libero dell'acqua), Pb = 102000 Pa (pressione atmosferica al livello del mare), Pv = 7380 Pa (tensione di vapore dell'acqua a 40°), ρ = 992,2 kg/m³, g = 9,81 m/s²; il valore dell'NPSH disponibile nella tubazione di aspirazione diventa :

NPSHd = 7,72 m
Poiché deve essere NPSHr < NPSHd -1 , il valore dell'NPSH richiesto della pompa che dovrò scegliere dovrà essere :

NPSHr < 6,72 m
Esempio 2: Schema idraulico SOPRABATTENTE, al livello del mare e con temperatura dell'acqua di 40° C

Fig.11 Modulo FIREBOX soprabattente

Supponiamo questa volta di essere in presenza di pompe orizzontali soprabattente, e di avere quindi una distanza Z0 negativa tra il livello minimo nella vasca e l'asse della pompa; poniamo Z0 = -3,2 m (valore massimo consentito da 10.6.2.3 della UNI EN 12845 per applicazioni soprabattente); dopo aver applicato Hazen-Williams alla nostra tubazione di aspirazione otteniamo J1 = 3 m, inseriamo quindi nella formula dell'NPSHd i valori trovati e poi quelli di Po = 0 Pa (nessuna sovrappressione o depressione sul pelo libero dell'acqua), Pb = 102000 Pa (pressione atmosferica al livello del mare), Pv = 7380 Pa (tensione di vapore dell'acqua a 40°), ρ = 992,2 kg/m³, g = 9,81 m/s²; il valore dell'NPSH disponibile nella tubazione di aspirazione diventa :

NPSHd = 3,72 m
Poiché deve essere NPSHr < NPSHd -1 , il valore dell'NPSH richiesto della pompa che dovrò scegliere dovrà essere :

NPSHr < 2,72 m

Andando a prendere in considerazione le curve di fig. 13, possiamo vedere da questi due esempi, che nel caso di SOTTOBATTENTE è abbastanza agevole verificare la condizione posta dalla norma, mentre nel caso di SOPRABATTENTE è molto più difficile.

Fig.13 Curve Q/H e Q/NPSHr

Occorre in quest'ultimo caso, scegliere con accuratezza la macchina da installare, verificando attentamente calcoli e curve. Se dopo aver compiuto tutte le verifiche del caso, rimangono ancora dei dubbi sulla capacità di aspirazione della pompa è bene passare ad una sistemazione, sempre con vasca interrata, ma che utilizzando pompe verticali immerse consente di passare ad una molto più sicura configurazione sottobattente. Le VTP (vertical turbine pumps), sono macchine che la UNI EN 12845 contempla tra quelle utilizzabili, ed anzi ne consiglia l'uso, laddove non sia possibile la sistemazione con pompe centrifughe orizzontali sottobattente. Le installazioni soprabattente sono invece sconsigliate, e viene indicato di utilizzarle solo dove non è possibile un'installazione sottobattente. Essendo le VTP macchine per loro natura sottobattente (la pompa è immersa nel liquido contenuto nella riserva idrica), quanto sopra significa, che prima di avventurarsi in un'installazione soprabattente, è bene percorrere sia l'ipotesi delle pompe centrifughe sottobattente, che quella delle VTP. Utilizzando queste ultime si ottiene anche il grande vantaggio di liberare all'esterno tutto il volume occupato dalla riserva idrica, che in questo caso può e deve, essere interrata. Rif. UNI EN 12845 10.6.1.

Fig.14 FIREBOX sottobattente

Fig.14 Firebox con VTP

3- Il battente idraulico minimo nella vasca di aspirazione

Veniamo infine ad affrontare l'ultimo, tutt'altro che trascurabile, aspetto legato alla progettazione della condotta di aspirazione. La cavitazione può generarsi anche a causa della presenza nell'acqua di gas trascinato nella tubazione di aspirazione da moti vorticosi che si generano sulla superficie della vasca di stoccaggio. Questi vortici sono causati da un insufficiente battente di ricoprimento dell'estremità iniziale della tubazione, e/o da una eccessiva velocità nella condotta. Avendo avuto cura di rispettare i valori di velocità imposti dalla norma, rimane come causa possibile dell'ingresso di aria, solo l'insufficienza del battente idraulico.
Per progettare correttamente l'ingresso nella tubazione occorre fare riferimento all'art. 9.3.5 della norma, che impone le quote minime per la realizzazione dei pozzetti di presa e le quote del battente da rispettare al di sopra delle aspirazioni delle pompe nella vasca di aspirazione.
L'uso di questi accorgimenti riesce ad evitare l'ingresso di aria nella tubazione, attraverso il fenomeno del trascinamento vorticoso. Inoltre la tubazione di aspirazione , come dice il terzo comma dell' art. 10.6.2.1, deve essere realizzata in modo tale da prevenire la possibilità di formazione di sacche d'aria.

Fig.15 Serbatoi e camere di aspirazione

Fig.15 Serbatoi e camere di aspirazione

Il prospetto 12 della UNI EN 12845– (Fig. 16) specifica le dimensioni minime per quanto segue:

• A dal tubo di aspirazione al livello minimo dell'acqua
• B dal tubo di aspirazione al fondo del pozzetto

Se è installata una piastra antivortice con le dimensioni minime specificate nel prospetto 12, la dimensione A può essere ridotta a 0,10 m., per ogni diametro della tubazione di aspirazione
In fig. 17 è riportato un esempio di piastra antivortice

Un serbatoio può essere dotato di un pozzetto di presa al fine di massimizzare la capacità effettiva

Fig.16 Distanze minime posizionamento tubazione aspirazione

 

Fig.17 Piastra antivorticeCome abbiamo visto l'uso di una piastra antivortice, correttamente dimensionata, svincola il valore del battente minimo dal valore del diametro della tubazione di aspirazione e lo riduce a soli 10 cm. Consentendo così di utilizzare un maggior volume di vasca come riserva idrica.

Possiamo quindi concludere questa parte dell'analisi dicendo che la norma, se correttamente applicata, ci guida, attraverso le verifiche dell'NPSH, alla scelta dello schema idraulico maggiormente affidabile e della tipologia delle pompe principali da utilizzare. Garantendo nel contempo che i rischi di innesco di fenomeni di cavitazione sia ridotto al minimo.

Figura 17 – Piastra antivortice
4 - Il dimensionamento del motore delle pompe principali
Resta da analizzare l'altro punto della norma dove viene richiamato il concetto di NPSH, e cioè quello relativo al calcolo della a potenza del motore da collegare alle pompe stesse.

Dobbiamo partire da una premessa fondamentale e per questo dobbiamo citare altri due punti della UNI EN 12845 nella parte che si occupa delle pompe :

9.6.2 Alimentazioni idriche singole superiori
Le alimentazioni idriche singole superiori sono delle alimentazioni idriche singole che forniscono un elevato grado di affidabilità. Esse comprendono le seguenti:

a) un acquedotto alimentato da entrambe le estremità, in conformità alle seguenti
condizioni:
- ogni estremità de essere in grado di soddisfare la richiesta di pressione e di
portata del sistema;
- deve essere alimentato da due o più sorgenti di acqua;
- deve essere indipendente in qualsiasi punto su una singola, condotta principale;
- se richieste, le pompe di surpressione devono essere due o più;

b) un serbatoio a gravità senza pompa di surpressione oppure un serbatoio di
accumulo con due o più pompe dove il serbatoio soddisfa le seguenti condizioni:
- il serbatoio deve essere della capacità totale richiesta;
- non deve permettere penetrazione di luce o materiale esterno;
- deve essere utilizzata acqua potabile;
- il serbatoio deve essere verniciato o protetto contro la corrosione, in modo da
ridurre la necessità di svuotare il serbatoio per le operazioni di manutenzione per
un periodo di tempo non minore di 10 anni;

c) una sorgente inesauribile con due o più pompe.
10.2 Installazioni con più pompe

Le pompe devono avere curve caratteristiche compatibili e devono essere in grado di funzionare in parallelo a tutte le possibili portate.
Dove vengono installate due pompe, ognuna deve essere in grado di fornire indipendentemente le portate e le pressioni specificate. Dove sono installate tre pompe, ogni pompa deve essere in grado di fornire almeno il 50% della portata richiesta alla press io ne specificata.
Nei casi in cui più di una pompa è installata in una alimentazione idrica superiore o doppia, non più di una deve essere azionata da motore elettrico.
Leggendo questi due articoli si evince che l'aggettivo superiore per la norma, significa maggiormente affidabile, e che questa maggiore affidabilità, nel caso di sistemi che utilizzano gruppi di pressurizzazione, è legata alla scelta di usare almeno due pompe principali e alla presenza di almeno un motore diesel come fonte di energia. Non è infatti assimilabile ad una motopompa, la scelta di alimentare con un gruppo elettrogeno una elettropompa. In che cosa consiste questa maggiore affidabilità della motopompa rispetto all'elettropompa ? Essa è sostanzialmente legata alla possibilità della motopompa di intervenire in caso di necessità, anche in assenza di tensione in rete, grazie al fatto di avere un sistema di avviamento del tutto autonomo costituito dal motorino di avviamento e dalle batterie. Rispetto allo schema motore elettrico / gruppo elettrogeno, il motore diesel direttamente accoppiato alla pompa, riduce poi drasticamente le possibilità di guasti legati alla maggiore complessità del primo sistema. E' anche del tutto evidente che un motore diesel è estremamente più delicato meccanicamente e funzionalmente rispetto ad un motore elettrico e per questo occorre che siano garantite delle condizioni ambientali (temperatura, umidità ecc..) particolarmente favorevoli al suo funzionamento. La norma UNI EN 12845 e la norma UNI 11292 sui locali prendono in considerazione questi aspetti, ma è sempre possibile che il motore debba entrare in funzione anche in situazioni ambientali sfavorevoli o avendo da vincere una coppia frenante superiore a quella prevista, a causa di avarie della pompa che è chiamato a trascinare.

Fig.18 Curba Q/H/P/ NPSHPer questo la UNI EN 12845 chiede che :

10.1 Generalità
La pompa deve avere una curva stabile H(Q), cioè una curva in cui la prevalenza massima e la prevalenza a mandata chiusa sono coincidenti e la prevalenza totale diminuisce in maniera continua con l'aumento della portata (vedere EN 12723). Le pompe devono essere azionate da motori elettrici o motori diesel, capaci di fornire almeno la potenza richiesta in conformità a quanto segue:
a) per le pompe con curve caratteristiche di potenza senza sovraccarico, la massima potenza richiesta al picco della curva di potenza;
b) per le pompe con curve caratteristiche di potenza crescenti, la potenza massima per qualsiasi condizione di carico della pompa, dalla portata nulla alla portata corrispondente ad un NPSH richiesto della pompa uguale a 16 m o alla massima pressione di aspirazione più 11 m, quale sia la maggiore.


Figura 18 – Curva Q / H / P / NPSH
Nella fig. 18 vediamo che il punto da prendere come riferimento per il calcolo della potenza del motore da accoppiare alle pompe centrifughe principali, sia esso elettrico o diesel, è quello relativo al punto dove la macchina per funzionare necessita di un NPSH richiesto di 16 m. Questo punto è legato in modo intrinseco alla pompa scelta, ed è un punto che non verrà mai raggiunto durante il funzionamento della macchina. Ad esso corrisponde una potenza superiore a quella richiesta nel punto di fine curva e questa differenza è ancor più elevata rispetto alla potenza relativa alla portata di progetto. La potenza del motore da accoppiare alla pompa, dovrà essere superiore al punto così descritto. Questo sovradimensionamento serve per compensare eventuali anomalie ambientali, meccaniche ecc.. che andassero a diminuire la coppia motrice o ad aumentare la coppia frenante, e rendono perciò il motore in grado di partire anche in condizioni molto sfavorevoli. Per arrivare ad avere un quadro corretto ed esaustivo, è necessario quindi che il progettista abbia sottomano, sin dall'inizio, le curve delle pompe centrifughe principali spinte fino a NPSHr = 16 m , altrimenti non sarà in grado di valutare correttamente il valore della potenza dei motori da accoppiare alle pompe scelte. Altro aspetto fondamentale da tenere in considerazione, è che la potenza nominale del motore diesel deve essere quella relativa alla curva per funzionamento continuo secondo ISO 3046 (per intenderci deve essere usata la curva NA), vedi 10.9.1 EN 12845. Sul mercato sono presenti molti costruttori di gruppi di pressurizzazione che spesso e volentieri omettono di fornire la curva della pompa fino a NPSHr = 16 m e\o dichiarano potenze del motore diesel diverse da quelle in curva NA. Occorre stare molto attenti e farsi sempre inviare le curve corrette e farsi sempre specificare quali criteri sono stati seguiti per il calcolo delle potenze. Le VTP, essendo delle pompe semiassiali, rientrano tra le pompe con curve caratteristiche di potenza senza sovraccarico, la potenza del motore da accoppiare sarà quindi semplicemente maggiore della massima potenza richiesta al picco della curva di potenza. In questo caso il criterio dell'NPSHr pari a 16 m.c.a. , non deve essere utilizzato - UNI EN 12845 10.1 a). Resta inteso che comunque occorre rispettare il punto 10.9.1 e utilizzare , nel caso di motori diesel, la curva per funzionamento continuo secondo ISO 3046.

Riferimenti
UNI EN 12273:2000 Pompe per liquidi - Termini generali per le pompe e le installazioni - Definizioni, grandezze, simboli ed unità di misura; EN ISO 9906:2002 Pompe rotodinamiche - Prove di prestazioni idrauliche e criteri di accettazione - Livelli 1 e 2; UNI EN 12845:2015
Installazioni fisse antincendio. Sistemi automatici a sprinkler. Progettazione, installazione e manutenzione; UNI 10779:2014 Impianti di estinzione incendi - Reti di idranti - Progettazione, installazione ed esercizio; UNI 11292:2008 Locali destinati ad ospitare gruppi di pompaggio per impianti antincendio - Caratteristiche costruttive e funzionali; Japikse D. Centrifugal pump design and performance; Mario Medici Le pompe; Marchi E. Rubatta A. Meccanica dei fluidi