locali antincendio interrati in cisterne metalliche: cosa sapere

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locali antincendio interrati in cisterne metalliche — sono davvero una buona scelta?

Locali antincendio interrati in cisterne metalliche: sono spesso proposti come sistemi “monoblocco” che integrano vasca di riserva idrica, locale pompe e vano di accesso. Prima di sceglierli o installarli, conviene fermarsi e valutare rischi, obblighi e responsabilità che emergono già in fase progettuale.*

Cosa sono i sistemi interrati “monoblocco”

Nel mercato dell’antincendio vengono proposti sistemi destinati all’interramento che integrano, all’interno di un monoblocco metallico:

  • vasca di riserva idrica;
  • locale pompe;
  • vano di accesso al locale pompe.

L’accesso avviene tipicamente tramite scale dal piano campagna fino alla quota del locale pompe, spesso posto a profondità rilevanti (indicativamente tra 3,5 e 4,0 m). Questo aspetto, da solo, incide su fruibilità, gestione e sicurezza.

UNI 11292: quando l’ubicazione interrata è ammessa (e quando no)

La UNI 11292, al punto 4.1.2, ammette l’ubicazione interrata ma pone una condizione chiara: non è ammessa la realizzazione di locali interrati in aree a rischio di inondazione o esposte al rischio di allagamento in caso di eventi atmosferici gravi, salvo ingegnerizzazione specifica dell’installazione.

Da questa impostazione discende una conseguenza operativa: ogni progetto che prevede un sistema interrato dovrebbe contenere una valutazione dell’area di intervento, con l’obiettivo di escludere il rischio di inondazione/allagamento. In assenza di tale valutazione, la realizzazione del manufatto risulta difficilmente sostenibile.

Perché non è un rischio “teorico”

La nota evidenzia che una quota rilevante dei comuni italiani è esposta a rischio di alluvione e frana; in questa prospettiva, il ricorso ai sistemi interrati dovrebbe essere un’eccezione e non una scelta “standard”.

Il punto critico, dal lato pratico, è semplice: il locale antincendio può finire completamente allagato, anche in presenza di sistemi di sicurezza previsti per impedirlo. Questo scenario non è solo un problema impiantistico, ma diventa anche un problema di accesso, manutenzione e tutela degli operatori.

UNI EN 12845: l’accesso periodico rende il locale un “luogo di lavoro”

La UNI EN 12845 (cap. 20 – Manutenzione) prevede che all’interno del locale pompe occorra accedere almeno una volta alla settimana per svolgere ispezione, controllo e manutenzione.

Questo porta a un passaggio fondamentale: il locale pompe diventa a tutti gli effetti un “luogo di lavoro” e rientra nell’ambito della regolamentazione del DL 81/2008, in particolare agli artt. 65 e 66 (locali sotterranei o semi-sotterranei; lavori in ambienti sospetti di inquinamento).

Spazio confinato: perché una cisterna metallica interrata amplifica i pericoli

Al locale si applicano quindi DPR 177/2011 e la guida operativa ISPESL 12/06/2008, che (richiamando l’art. 66 del DL 81/2008) introduce la definizione di “spazio confinato”: spazio circoscritto, con limitate aperture di accesso e ventilazione naturale sfavorevole, nel quale può verificarsi un evento incidentale importante fino a infortunio grave o mortale.

Nei sistemi metallici integrati da interro, la ventilazione naturale è descritta come estremamente sfavorevole (praticamente assente). Inoltre, vengono richiamati diversi pericoli, tra cui:

  • rischi elettrici (perdita di isolamento; contatto diretto favorito da spazi ristretti);
  • rischi chimici (idrogeno prodotto dalle batterie; vapori di combustibile da perdite durante rifornimento serbatoi gasolio);
  • rischi di caduta (scale a giorno, possibile gelo, neve, foglie);
  • condizioni di scivolosità/contaminazione (tracce di combustibile e olio lubrificante; condensa su pareti e parti metalliche);
  • amplificazione del rumore generato dalle macchine all’interno del serbatoio metallico.

In questo quadro, l’accesso non è solo “scomodo”: può diventare intrinsecamente critico, soprattutto perché si può essere costretti a entrare anche in situazioni di emergenza.

“Facile accesso” e soccorso: la criticità rispetto alla UNI 11292

La UNI 11292 (punto 4.1) richiede che l’ubicazione del locale assicuri, in caso di incendio, il facile accesso al locale da parte delle squadre di soccorso.

La nota mette in discussione che i sistemi descritti possano essere considerati luoghi di “facile accesso”, e sottolinea anche l’altro lato del tema: gli addetti a esercizio e manutenzione devono poter operare in un luogo sicuro. Se applicate le disposizioni richiamate, l’accesso risulterebbe di fatto limitato a personale qualificato e preparato.

Responsabilità e SCIA: cosa cambia con DPR 151/2011

Con il DPR 151 del 1 agosto 2011 (nuova disciplina dei procedimenti di prevenzione incendi), le responsabilità del progettista e del titolare dell’attività vengono descritte come ampliate.

L’introduzione della SCIA (segnalazione certificata di inizio attività ai fini della sicurezza antincendio) comporta la produzione di un certificato di Asseverazione, in cui si sottoscrive la conformità delle opere alla normativa di prevenzione incendi sulla base di documentazione, sopralluoghi/verifiche e certificazioni.

La nota richiama inoltre le conseguenze in caso di dichiarazioni mendaci o falsa rappresentazione degli atti, citando riferimenti (tra cui L. 241/90, D. Lgs. 139/06, art. 359 e 481 C.P., DPR 445/2000). Ne discende un messaggio operativo: per ridurre l’esposizione a rischi e contestazioni, serve massima attenzione a scelta/verifica materiali, controllo certificati e lavoro degli installatori, che risultano corresponsabili del rispetto delle normative.

Quali alternative vengono indicate come scelta “corretta”

Per i locali antincendio interrati realizzati all’interno di cisterne metalliche, la conclusione evidenzia che, oltre alla corretta applicazione delle norme tecniche antincendio, emerge la necessità di applicare in primo luogo il DL 81/2008, indicato come riferimento certo in sede giudiziale in caso di evento sfavorevole.

Come impostazione preferibile, vengono indicate soluzioni che evitano il locale pompe interrato nella cisterna metallica:

  • centrale idrica esterna accanto al serbatoio di accumulo (con pompe centrifughe orizzontali); oppure
  • vasca interrata con centrale all’esterno (con vertical turbine pumps).

In entrambi i casi, viene richiamata la disposizione idraulica sottobattente, indicata come l’unica in grado di garantire che le Q/H di progetto siano disponibili in ogni momento.

Conclusione

Scegliere locali antincendio interrati in cisterne metalliche, come sistemi integrati da interro, significa assumere un carico importante di responsabilità e affrontare problemi concreti di sicurezza, accesso e gestione. Se la manutenzione richiede accessi periodici e il locale diventa un luogo di lavoro, la valutazione deve includere rischi di allagamento e condizioni assimilabili a spazio confinato, oltre agli obblighi connessi alla SCIA e alle responsabilità dichiarative.

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Il contenuto di questo articolo ha finalità esclusivamente informativa e non sostituisce la consulenza di un professionista qualificato. Per decisioni progettuali, valutazioni di conformità normativa o asseverazioni tecniche, rivolgersi a un ingegnere o a un professionista abilitato. L’autore e la società non si assumono responsabilità per l’uso delle informazioni senza adeguata verifica professionale.