Riutilizzo serbatoi riserva idrica antincendio: quando si progetta una stazione di pompaggio per un’industria tessile, la richiesta di riutilizzare serbatoi già presenti è comune. La risposta è “sì, ma” e dipende soprattutto da configurazione e schema di aspirazione.*
Sommario
Il caso in sintesi
Stai progettando una stazione di pompaggio antincendio e vuoi riutilizzare due serbatoi verticali in ferro già presenti nel sito, da 20 m² ciascuno e altezza 3 metri, non comunicanti tra loro.
Le due domande chiave sono:
- se questi serbatoi si possono usare come riserva idrica;
- se l’installazione vada considerata sopra o sotto battente.
Riutilizzo dei serbatoi: cosa è ammesso in linea generale
I serbatoi si possono riutilizzare come riserva idrica. Tuttavia, perché la soluzione sia tecnicamente coerente con l’impianto, è necessario prevedere un collegamento verso le pompe tramite un collettore di aspirazione, che deve essere correttamente dimensionato.
Questo punto non è un dettaglio “impiantistico”: è uno degli elementi che condiziona l’ammissibilità della configurazione e, soprattutto, la capacità dell’alimentazione idrica di mantenere le prestazioni richieste.
Riutilizzo serbatoi riserva idrica antincendio: sopra o sotto battente?
La qualificazione dell’installazione come sopra battente o sotto battente non si può dedurre in modo automatico solo dal fatto che i serbatoi siano due e non comunicanti.
Le definizioni che inquadrano la configurazione sopra e sotto battente sono indicate in UNI EN 12845, punto 10.6.2. In pratica, per rispondere correttamente serve verificare come si collocano serbatoi, aspirazione e pompe nello schema reale.
Sulla base delle sole indicazioni della domanda, non è possibile fornire una risposta univoca.
Il collettore di aspirazione: quando è ammesso e quando è vietato
Qui c’è un vincolo molto netto:
- Il collettore di aspirazione verso le pompe (se correttamente dimensionato) è ammissibile se l’applicazione è sottobattente.
- Il collettore di aspirazione è vietato nelle applicazioni soprabattente, con richiamo a UNI EN 12845, 10.6.2.
Questo significa che, prima ancora di “adattare” la soluzione ai serbatoi esistenti, conviene impostare lo schema con una domanda guida: la configurazione che sto realizzando ricade nel sottobattente (dove il collettore è ammissibile) oppure nel soprabattente (dove è vietato)?
Due serbatoi non comunicanti: affidabilità e continuità della riserva
Quando non si ha una riserva idrica unica, l’impostazione va trattata con particolare attenzione. Il riferimento citato è UNI/TR 11438 (4.1.3), che afferma che:
“Situazioni diverse dalla riserva idrica unica devono essere ingegnerizzate per garantire in ogni caso le prestazioni richieste dall’impianto, e per assicurare la continuità e l’affidabilità dell’alimentazione idrica per tutta la durata prevista, anche rispetto agli effetti dell’incendio”.
Tradotto in modo operativo (senza aggiungere prescrizioni non presenti): con due serbatoi separati devi progettare e verificare la soluzione in modo che l’alimentazione idrica resti continua e affidabile per la durata prevista, anche considerando cosa succede in condizioni d’incendio.
Attenzione al livello minimo: la portata di progetto deve restare garantita
Un punto di attenzione esplicito è il seguente: occorre cura nel calcolo del collettore, perché la portata di progetto deve essere garantita anche quando i serbatoi si trovano al livello minimo.
Questa frase, da sola, chiarisce perché la valutazione non può fermarsi a “si può riutilizzare / non si può riutilizzare”. La riutilizzabilità è legata a:
- schema di aspirazione;
- configurazione sopra/sotto battente;
- verifica delle prestazioni quando la disponibilità d’acqua nei serbatoi è al minimo.
Cosa serve per una risposta davvero univoca (e senza rischi)
La domanda è corretta e molto pratica, ma i dati forniti non bastano per classificare con certezza l’impianto come sopra o sotto battente.
Per chiudere correttamente la verifica, il percorso logico è:
- inquadrare la configurazione in base alle definizioni di UNI EN 12845 (10.6.2);
- impostare lo schema tenendo conto del vincolo sul collettore di aspirazione (ammesso in sottobattente, vietato in soprabattente);
- “ingegnerizzare” la soluzione quando la riserva non è unica, in linea con UNI/TR 11438 (4.1.3);
- controllare che la portata di progetto sia garantita anche al livello minimo dei serbatoi.
Conclusione
Sì, i due serbatoi esistenti si possono riutilizzare come riserva idrica, ma la soluzione va impostata correttamente: il collettore di aspirazione è un elemento determinante (ammesso in sottobattente, vietato in soprabattente) e, con due serbatoi non comunicanti, serve una progettazione che garantisca prestazioni, continuità e affidabilità fino al livello minimo.