Pompe antincendio UNI EN 12845: se vuoi chiarirti “una volta per tutte” quali tipologie di pompe sono utilizzabili per le alimentazioni idriche antincendio, la risposta parte dai riferimenti normativi e dallo schema idraulico da privilegiare.
Sommario
Riferimenti: UNI EN 12845:2020 e T/R 11438:2016
Quando si parla di pompe utilizzabili per alimentare reti antincendio, il riferimento indicato è la UNI EN 12845:2020, in particolare il punto 10.6.1 e l’Appendice E.
Oltre a questa norma, viene indicato anche il riferimento al T/R 11438:2016, punto 8.4. In pratica, per rispondere correttamente alla domanda, le tipologie di pompe “utilizzabili” vanno lette mettendo insieme questi punti.
Tipologie ammesse: elenco sintetico
Seguendo l’ordine dei riferimenti citati, le tipologie utilizzabili vengono indicate così:
- Punto 10.6.1 UNI EN 12845
- Pompe centrifughe ad asse orizzontale
- Pompe verticali immerse a flusso assiale (VTP)
- Pompe sommerse
- Appendice E UNI EN 12845
- Pompe multistadio orizzontali
- Punto 8.4 T/R 11438
- Pompe a cassa divisa (axial split case)
Questo elenco è la base per orientare la scelta: non tutte le pompe sono “intercambiabili” e, soprattutto, contano anche schema di installazione e motivazioni.
Pompe antincendio UNI EN 12845 e schema idraulico: perché si privilegia il sottobattente
Per la sistemazione idraulica, viene “ovviamente privilegiata” quella SOTTOBATTENTE. In termini operativi, ciò significa che, nel percorso decisionale proposto, le prime macchine da prediligere sono le pompe centrifughe ad asse orizzontale installate in sottobattente.
Allo stesso livello di affidabilità, la UNI EN 12845 colloca anche le pompe verticali immerse a flusso assiale (VTP), che risultano anch’esse SOTTOBATTENTE. Il messaggio chiave è che, quando puoi rimanere nel sottobattente, lo schema è considerato quello di riferimento.
VTP: vantaggio dello schema e impatto sugli ingombri
Viene evidenziato un “grande vantaggio” dello schema con VTP rispetto a quello con pompe centrifughe: la vasca della riserva idrica viene spostata sotto il livello del piano campagna.
Di conseguenza, all’esterno l’unico volume impegnato è quello del locale della centrale idrica. Questo aspetto è utile quando l’obiettivo è razionalizzare gli ingombri e rendere più “pulita” la configurazione esterna, senza cambiare la logica di affidabilità associata allo schema sottobattente.
Quando la norma ammette il soprabattente (e perché è una scelta “di ripiego”)
Lo stesso risultato sugli ingombri può essere ottenuto anche utilizzando pompe centrifughe orizzontali con una disposizione idraulica SOPRABATTENTE. Tuttavia, questo schema viene indicato come ammesso solo se non si è stati in grado di utilizzare i due precedenti schemi SOTTOBATTENTE (pompe centrifughe in sottobattente oppure VTP).
La motivazione riportata è netta: la condizione di SOPRABATTENTE è descritta come “foriera di mille problemi”. Nel testo originale è presente un rimando a un link di approfondimento, che qui non è disponibile: per un articolo completo conviene reinserirlo (vedi sezione finale “Dati mancanti / Domande”).
Alimentazioni idriche: singola e singola superiore, e accoppiamento dei motori
Con gli schemi visti fino a questo punto, viene indicato che è possibile realizzare:
- Alimentazioni idriche di tipo singolo
- Alimentazioni idriche di tipo singolo superiore
In entrambi i casi, è dichiarato possibile accoppiare alle pompe principali motori sia elettrici che diesel. Questo passaggio è importante perché collega la scelta della pompa e dello schema idraulico alla configurazione tipica dell’alimentazione idrica, senza limitare la soluzione a un solo tipo di motorizzazione.
Pompe sommerse: quando usarle e come giustificarle
La UNI EN 12845 richiede di utilizzare le pompe sommerse solo se strettamente indispensabile e, come indicato, chiede di giustificare questa scelta.
In particolare, nella relazione va indicato perché non si è riusciti ad utilizzare gli schemi con:
- pompe centrifughe (nei layout privilegiati)
- VTP
Quindi, le pompe sommerse non vengono presentate come prima opzione “standard”, ma come soluzione da motivare quando le configurazioni sottobattenti più indicate non sono praticabili.
Pompe multistadio e axial split case: casi d’uso indicati
Le pompe multistadio orizzontali vengono descritte come dedicate ai sistemi cosiddetti ad “Elevato sviluppo verticale” (Appendice E). In questi casi, le prevalenze da ottenere sono tali da rendere necessario l’uso di questo tipo di macchine.
Infine, le axial split case (pompe a cassa divisa) vengono indicate come macchine dedicate ad utilizzi particolari, dove “di solito” le portate delle pompe centrifughe orizzontali non arrivano. Anche qui, l’idea è chiara: non sono la scelta “di default”, ma una risposta a esigenze specifiche.
Conclusione
Per scegliere correttamente le tipologie di pompe per alimentazioni idriche antincendio, il percorso proposto è: partire dalle tipologie ammesse (UNI EN 12845 e T/R 11438), privilegiare la sistemazione sottobattente, considerare il soprabattente solo come alternativa ammessa in mancanza delle soluzioni preferibili e motivare l’uso di pompe sommerse quando davvero indispensabile.