Impianto sprinkler alimentato da acquedotto: cosa serve

L'esperto risponde

#28

L’impianto sprinkler può essere alimentato direttamente da acquedotto?

Impianto sprinkler alimentato da acquedotto: sì, è una soluzione possibile, ma solo se vengono rispettate precise condizioni documentali e di responsabilità. Di seguito chiarisco cosa aspettarsi, cosa chiedere e cosa fare se non si riesce a garantire la continuità richiesta.*

Quando è ammesso l’allaccio diretto all’acquedotto

Un impianto sprinkler può essere collegato e alimentato direttamente dalla rete idrica dell’acquedotto. Tuttavia, la fattibilità non si esaurisce nel “si può fare”: il punto centrale è chi garantisce, in modo formale, che l’alimentazione sia continua e affidabile per ciò che l’impianto richiede.

In pratica, prima di scegliere l’acquedotto come alimentazione idrica, è necessario ragionare su due piani:

  • ammissibilità normativa (richiamata nella UNI EN 12845);
  • assunzione di responsabilità tramite dichiarazioni/attestazioni.

UNI EN 12845: cosa indicano i punti 9.1 e 9.2

La possibilità di alimentare l’impianto da acquedotto è richiamata in UNI EN 12845 (punti 9.1 e 9.2).

Questo significa che l’acquedotto rientra tra le opzioni considerate per l’alimentazione idrica dell’impianto sprinkler. Ma, nella gestione reale del progetto, la scelta non può basarsi solo sull’esistenza dell’opzione: serve verificare che l’allaccio sia accettato dal gestore e che ci sia un presupposto di continuità/affidabilità sostenibile e dimostrabile.

Autorizzazione dell’ente erogatore (nota 2 del punto 9.2)

Oltre al richiamo ai punti 9.1 e 9.2, va considerato quanto indicato dalla nota 2 del punto 9.2, che riguarda l’autorizzazione all’allaccio da parte dell’ente erogatore.

In termini operativi, questo passaggio si traduce in una domanda semplice ma decisiva:
l’ente gestore autorizza l’allaccio diretto dell’impianto sprinkler alla rete acquedottistica?

Senza questo presupposto, l’ipotesi di alimentazione da acquedotto non può essere impostata correttamente, perché manca il “via libera” amministrativo/gestionale all’interconnessione.

Dichiarazione di continuità e affidabilità (UNI EN 12845 8.1.2)

Dato per acquisito il benestare all’allaccio, il nodo successivo è la dichiarazione. In base a quanto richiamato, occorre che l’ente gestore rilasci una dichiarazione in cui garantisce la continuità e l’affidabilità dell’erogazione (richiamo a UNI EN 12845 8.1.2).

Questa dichiarazione ha un significato molto concreto: non basta avere “acqua disponibile”, ma serve una garanzia esplicita che la fornitura sia adeguata in modo continuativo per ciò che l’impianto deve ottenere in esercizio.

Se questa garanzia viene formalizzata dall’ente erogatore, l’alimentazione da acquedotto resta un’opzione sostenibile.

Se la dichiarazione non arriva: indicazioni del “Decreto impianti” 4.1

Se manca la dichiarazione dell’ente gestore, entra in gioco quanto riportato nel Decreto impianti 4.1, che (nel testo riportato) indica che la disponibilità del servizio può essere attestata tramite:

  • dati statistici relativi agli anni precedenti, per la continuità del servizio;
  • in modo analogo a quanto specificato nella UNI 10779 per l’alimentazione idrica.

Inoltre, viene indicato che le attestazioni relative alla continuità dell’alimentazione idrica e/o elettrica possono essere rilasciate dagli Enti erogatori oppure da un professionista antincendio.

Quindi, se l’ente gestore non rilascia la garanzia, la “leva” praticabile diventa l’attestazione del professionista, basata sugli elementi disponibili secondo quanto richiamato.

Caso pratico: 10.000 litri/min per 2 ore

Nel caso descritto, si parla di una stima pari a 10.000 litri al minuto per almeno 2 ore. La domanda è: l’ente gestore può garantire continuità idrica a quella portata, senza interruzione del servizio?

La risposta non può essere data “a sensazione”, perché (per come è impostata la questione) serve una presa di responsabilità formale:

  • o tramite dichiarazione dell’ente gestore sulla continuità/affidabilità dell’erogazione;
  • oppure tramite attestazione del professionista antincendio, che garantisce che l’acquedotto è in grado di erogare quella portata per due ore alla prevalenza di progetto.

Il punto chiave non è solo “ottenere l’allaccio”, ma ottenere (o costruire) una base documentale che sostenga l’affermazione di continuità richiesta.

Quando passare a serbatoio e pompe di pressurizzazione

Se né l’ente gestore né il professionista intendono assumersi la responsabilità di dichiarare quanto sopra, la conseguenza è netta: l’ipotesi di utilizzare l’acquedotto come alimentazione idrica deve essere abbandonata.

In quel caso, la soluzione indicata è passare a un sistema con:

  • serbatoio
  • pompe di pressurizzazione

Qui l’obiettivo è disporre di un’alimentazione che non dipenda dalla possibilità (non garantita) di mantenere nel tempo la continuità/affidabilità della rete acquedottistica in relazione alle necessità dell’impianto sprinkler.

Checklist operativa per chi gestisce il progetto

Per gestire correttamente la decisione “acquedotto sì / acquedotto no”, puoi usare questa checklist:

  1. Verificare che l’impianto sprinkler possa essere alimentato da acquedotto (richiamo UNI EN 12845 9.1 e 9.2).
  2. Ottenere il benestare all’allaccio dall’ente erogatore (richiamo alla nota 2 del punto 9.2).
  3. Richiedere una dichiarazione di continuità e affidabilità dell’erogazione (richiamo UNI EN 12845 8.1.2).
  4. Se la dichiarazione non è rilasciata, valutare il percorso di attestazione indicato (richiamo Decreto impianti 4.1 e continuità con riferimento alla UNI 10779).
  5. Se non si riesce ad avere una dichiarazione/attestazione di responsabilità, adottare la soluzione alternativa: serbatoio e pompe di pressurizzazione.

Conclusione

Un impianto sprinkler alimentato da acquedotto è possibile, ma nella pratica la scelta si regge su autorizzazione all’allaccio e soprattutto su dichiarazioni/attestazioni che garantiscano la continuità e l’affidabilità dell’erogazione. Se nessuno può assumersi formalmente questa responsabilità, è necessario passare a serbatoio e pompe di pressurizzazione.

Per valutare il tuo caso (allaccio, dichiarazioni disponibili e percorso documentale), richiedi un contatto o un sopralluogo: è il modo più rapido per impostare correttamente la scelta dell’alimentazione idrica.
Il contenuto di questo articolo ha finalità esclusivamente informativa e non sostituisce la consulenza di un professionista qualificato. Per decisioni progettuali, valutazioni di conformità normativa o asseverazioni tecniche, rivolgersi a un ingegnere o a un professionista abilitato. L’autore e la società non si assumono responsabilità per l’uso delle informazioni senza adeguata verifica professionale.