Alimentazione promiscua rete idranti: quando è permessa

L'esperto risponde

#29

È permessa l’alimentazione promiscua di una rete idranti?

Alimentazione promiscua rete idranti: sì, è permessa nel rispetto di quanto contenuto nella UNI 10779. Di seguito trovi una risposta strutturata, con condizioni, vincoli e implicazioni pratiche citate nel testo normativo richiamato.*

Quando l’alimentazione promiscua è permessa (UNI 10779)

L’alimentazione promiscua rete idranti è consentita nel rispetto di ciò che è contenuto all’interno della UNI 10779. In altre parole, non è una soluzione “sempre valida”: va verificata caso per caso, e rientra solo in specifiche condizioni riportate dalla norma richiamata nel testo.

La domanda chiave non è solo “si può fare?”, ma “in quali condizioni è accettata?”: la UNI 10779 viene indicata come riferimento diretto per stabilire quando l’alimentazione promiscua può essere adottata.

Requisiti: attività e configurazione ammessa

L’alimentazione promiscua è indicata come accettata nelle seguenti casistiche:

  • Per le sole attività ricadenti in un livello di pericolosità 1.
  • Qualora sia installata la sola protezione interna, con assenza di idranti UNI 70 soprassuolo o sottosuolo.

Questi due punti vanno letti insieme: non basta “avere una rete idranti”, ma conta il livello di pericolosità dichiarato e la configurazione della protezione (interna sì, senza idranti UNI 70 esterni indicati nel testo).

Derivazione dall’alimentazione idrica generale dell’edificio

Per le casistiche indicate (livello di pericolosità 1 e sola protezione interna), il testo chiarisce che sarà possibile realizzare l’alimentazione come derivazione dal sistema di alimentazione idrico generale dell’edificio.

Questo passaggio è centrale perché descrive la logica dell’“alimentazione promiscua”: la rete antincendio non è alimentata da una linea totalmente separata, ma deriva dalla rete idrica generale, a condizione che siano rispettati requisiti aggiuntivi (riportati nella sezione successiva).

Condizioni su portata, pressione e affidabilità dell’acquedotto

Oltre all’ammissibilità generale, il testo richiede di rispettare ulteriori condizioni, tra cui:

  • Le prestazioni di portata e pressione dell’impianto devono considerare il fabbisogno congiunto dell’impianto antincendio e idrico sanitario.
  • Deve essere richiesto il documento di affidabilità dell’acquedotto.

Quindi, la verifica non riguarda solo la rete antincendio “in isolamento”, ma deve tener conto anche dell’utilizzo idrico sanitario, perché il fabbisogno è esplicitamente definito come congiunto.

Valvola di non ritorno e indipendenza dell’impianto antincendio

Il testo introduce due prescrizioni funzionali molto concrete:

  • Inserire una valvola di non ritorno o altro dispositivo equivalente, per evitare il ritorno dell’acqua dalla rete interna alla rete idrica esterna.
  • Garantire l’indipendenza completa dell’impianto antincendio a partire dal punto di alimentazione, con riferimento alla fig. A1 riportata nella Appendice A della UNI 10779.

In pratica, l’alimentazione può essere “promiscua”, ma l’impianto antincendio deve restare indipendente dal punto di alimentazione in avanti, e deve essere prevenito esplicitamente il ritorno verso l’esterno tramite dispositivo equivalente al non ritorno.

Se la pressione richiesta non è raggiunta: unità di pompaggio

Il testo prevede anche il caso in cui il valore della pressione richiesta alle utenze non venga raggiunto: in quel caso sarà possibile (e indicato come necessario) installare un’unità di pompaggio.

Questa indicazione va letta come risposta operativa a un esito di verifica: prima si controlla se la pressione richiesta alle utenze è soddisfatta; se non lo è, l’unità di pompaggio diventa la misura per colmare il requisito di pressione.

Pompe e locale: cosa cambia con UNI EN 12845 e UNI 11292

Nel caso di alimentazione promiscua, il testo specifica che l’unità di pompaggio non dovrà soddisfare quanto richiesto dalla UNI EN 12845, richiamando il punto A2 della UNI 10779:

  • “Nel caso di alimentazione promiscua in cui siano rispettati i precedenti requisiti, non si applicano le disposizioni di cui al punto A.1”.

E viene ricordato cosa dice il punto A1:

  • “Per la realizzazione delle alimentazioni idriche si applicano le corrispondenti prescrizioni della UNI EN 12845 con le seguenti integrazioni”.

La conseguenza dichiarata nel testo è diretta: in questo caso niente UNI EN 12845 per le pompe e, di conseguenza, anche il locale non dovrà seguire la norma UNI 11292.

Conclusioni

L’alimentazione promiscua rete idranti è permessa se si rientra nelle casistiche indicate (livello di pericolosità 1 e sola protezione interna, senza idranti UNI 70 esterni) e se si rispettano le condizioni su fabbisogno congiunto, affidabilità dell’acquedotto, non ritorno e indipendenza dal punto di alimentazione. Se la pressione richiesta non è raggiunta, può essere necessaria un’unità di pompaggio, con le implicazioni indicate rispetto a UNI EN 12845 e UNI 11292.

Per verificare correttamente se il tuo caso rientra nelle condizioni di accettazione e quali requisiti applicare, richiedi un sopralluogo o un confronto tecnico: una verifica puntuale di portata, pressione e configurazione dell’impianto è il modo più rapido per evitare interpretazioni errate.
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