Controllo impianto sprinkler: ogni quanto e da chi

L'esperto risponde

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Esercizio del gruppo: Ogni quanto dev'essere controllato e da chi?

Controllo impianto sprinkler: la domanda “ogni quanto e da chi” è centrale per mantenere affidabile il sistema nel tempo. La UNI EN 12845 dedica un intero capitolo all’esercizio e alla manutenzione delle reti sprinkler, includendo procedure e tempistiche anche per le unità di pompaggio.

Perché il controllo non è “una formalità”

Un impianto sprinkler non può essere considerato “a posto” solo perché installato correttamente: deve restare in esercizio in modo controllato. La logica è semplice: quando il sistema sarà chiamato a funzionare, deve essere in grado di fare davvero ciò per cui è stato previsto.

Per questo le attività di controllo e manutenzione non vanno sottovalutate. Sono un insieme di procedure e verifiche che, se svolte con continuità, aiutano a mantenere nel tempo l’affidabilità dell’impianto.

UNI EN 12845 e capitolo dedicato a esercizio e manutenzione

La UNI EN 12845 dedica il capitolo 20 all’esercizio e alla manutenzione delle reti sprinkler. All’interno si trovano anche le procedure e le tempistiche con cui devono essere effettuate le attività, comprese quelle legate all’esercizio delle unità di pompaggio.

Questo punto di riferimento aiuta a strutturare un approccio ordinato: cosa fare, quando farlo e come dimostrare che è stato fatto.

Controllo impianto sprinkler: le attività più frequenti (settimanali e mensili)

Le operazioni più frequenti, cioè settimanali e mensili, rientrano nella cosiddetta “vigilanza”. In pratica sono attività che, normalmente, vengono eseguite dai conduttori dell’impianto.

Questa impostazione è utile perché:

  • integra il controllo nella routine operativa;
  • riduce il rischio che le attività “scivolino” nel tempo;
  • permette di individuare prima possibili criticità legate all’esercizio.

Attività a cadenza più lunga: chi può farle e come organizzarle

Le operazioni con cadenza più lunga (ad esempio trimestrali, semestrali, ecc.) possono essere effettuate anche da aziende esterne. In questi casi viene demandato loro il compito di attuare le procedure previste.

Dal punto di vista organizzativo, questo significa distinguere chiaramente:

  • cosa resta in carico alla vigilanza interna;
  • cosa viene pianificato come intervento periodico da parte di terzi;
  • come viene gestita la documentazione delle attività svolte.

Unità di pompaggio: perché il mantenimento in esercizio è fondamentale

Il corretto mantenimento in esercizio delle unità di pompaggio è fondamentale per una ragione operativa: essere certi che, quando dovranno funzionare, saranno in grado di erogare effettivamente la Q e la H di progetto, per il tempo richiesto (autonomia dell’impianto).

In altre parole, la manutenzione non è “solo controllo”: è un modo concreto per preservare le prestazioni attese quando l’impianto viene chiamato ad operare.

Un riferimento utile anche per chi deve verificare il mantenimento

Le indicazioni del capitolo 20 della UNI EN 12845 vengono considerate un progresso rispetto a quanto esisteva in precedenza a livello di normativa. Il punto pratico è che l’impianto non viene più “abbandonato a se stesso”.

Inoltre, chi deve verificare se il sistema è stato mantenuto correttamente in esercizio (ad esempio periti delle assicurazioni o altri attori professionali) ha un riferimento più chiaro per valutare la gestione dell’impianto.

Registrare le operazioni: la regola che spesso fa la differenza

Oltre a svolgere le attività, è importante registrare accuratamente le operazioni eseguite, in modo che resti traccia di quanto effettuato.

Questa tracciabilità aiuta a:

  • dimostrare la continuità dell’esercizio e della manutenzione;
  • ricostruire cosa è stato fatto e quando;
  • rendere più semplice qualsiasi verifica successiva.

Supporto operativo: un registro eventi già a bordo del PUMP SET

Per supportare la gestione, le centraline EPRO registrano ogni singolo evento riguardante l’unità di pompaggio sia come numero che come durata. In pratica, un vero e proprio registro già a bordo del PUMP SET.

Questo approccio aiuta a trasformare l’attenzione alla manutenzione in un’abitudine misurabile e verificabile nel tempo, senza affidarsi solo a promemoria o note separate.

Conclusione

Il controllo impianto sprinkler va impostato come un insieme di attività di vigilanza (settimanali e mensili) e attività a cadenza più lunga (trimestrali, semestrali, ecc.), secondo le procedure e tempistiche indicate dalla UNI EN 12845. La chiave è doppia: eseguire le attività e lasciarne traccia con registrazioni accurate.

Vuoi organizzare correttamente vigilanza, controlli e registrazioni? Se vuoi impostare un metodo chiaro per le attività di esercizio e manutenzione (incluse quelle sulle unità di pompaggio), contattaci per un confronto operativo o per pianificare un sopralluogo.
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