FIREBOX luoghi conduttori ristretti è un dubbio che torna spesso quando si parla di locali antincendio con struttura portante metallica. Qui trovi una risposta ordinata e operativa, con i criteri e le conseguenze pratiche per chi lavora all’interno.
Sommario
Che cosa sono i “luoghi conduttori ristretti” (LCR)
I “luoghi conduttori ristretti” (LCR) sono trattati nella CEI 64-8/7, sezione 706 e sono richiamati nella Guida CEI 64-17, relativa all’esecuzione degli impianti elettrici nei cantieri.
In pratica, si parla di LCR quando l’ambiente, per materiali e dimensioni, aumenta la probabilità e la continuità del contatto del corpo con parti conduttrici, rendendo più critico il rischio elettrico.
Quando un luogo è “conduttore ristretto”: i criteri
Un luogo si definisce conduttore ristretto quando sono presenti queste condizioni:
- È delimitato da superfici metalliche o conduttrici.
- Ha dimensioni tali da limitare il movimento dell’operatore e da provocare un probabile contatto con ampie parti del corpo (diverse da mani e piedi).
- È limitata la possibilità di interrompere tale contatto.
Questi tre elementi vanno letti insieme: non basta “esserci metallo”, ma conta anche quanto lo spazio costringe l’operatore e quanto è realistico che il contatto sia esteso e difficile da interrompere.
Esempi tipici di luoghi conduttori ristretti
Sono considerati luoghi conduttori ristretti, ad esempio:
- cisterne o piccoli serbatoi metallici;
- interno di tubazioni metalliche;
- cunicoli metallici o umidi;
- scavi ristretti nel terreno;
- cavità entro strutture non isolanti, con dimensioni tali che chi vi entra per lavorare è continuamente a contatto con le pareti.
Questi esempi aiutano a capire la logica: l’operatore è “costretto” nello spazio e il contatto con superfici conduttrici è probabile, ampio e prolungato.
FIREBOX e “luoghi conduttori ristretti”: quando NON si parla di LCR
In generale, NON sono considerati luoghi conduttori ristretti:
- i prefabbricati tipo FIREBOX;
- i ponteggi metallici;
- le grandi piattaforme;
- i grandi silos metallici.
Questo punto è il cuore della domanda: anche se un locale ha elementi metallici, non per questo diventa automaticamente un LCR. Se non ricorrono le condizioni di “spazio ristretto” e di contatto esteso e difficilmente interrompibile, si resta fuori dalla definizione di luogo conduttore ristretto.
Cosa cambia per la sicurezza elettrica: regole generali vs misure specifiche
Quando non si è in un LCR (ad esempio nei FIREBOX), è sufficiente applicare le regole generali per la sicurezza elettrica.
La conseguenza pratica, espressa in modo diretto, è questa: se i FIREBOX non sono “luoghi conduttori ristretti”, non è necessario seguire le specifiche misure di protezione contro i contatti elettrici diretti e indiretti previste per gli LCR.
Quali misure sono previste negli LCR (SELV e separazione elettrica)
Per gli LCR sono previste specifiche misure di protezione contro i contatti diretti e indiretti per i circuiti che alimentano:
a) utensili portatili e apparecchi di misura o altri componenti trasportabili o mobili
b) lampade portatili
c) componenti elettrici fissi
Negli LCR le protezioni contro i contatti diretti e indiretti si possono ottenere per mezzo di:
- circuiti SELV (Safety Extra-Low Voltage): circuiti operanti con tensione di alimentazione (tra fase e terra) inferiore a 50 V in alternata o inferiore a 120 V in continua;
- separazione elettrica: ottenuta tramite trasformatore di isolamento tra rete elettrica e apparecchio utilizzatore.
Se invece si è in un FIREBOX (che, in base a quanto riportato sopra, non è un LCR), la conclusione operativa indicata è che non sono necessari né trasformatori di sicurezza, né trasformatori di isolamento in quanto misure “specifiche LCR”.
Conclusione tecnica: i FIREBOX non sono LCR (e cosa comporta)
Ricapitolando i punti chiave:
- la definizione di LCR richiede spazio ristretto + contatto probabile/esteso + difficoltà a interrompere il contatto;
- tra gli esempi di ambienti che in generale non sono LCR rientrano i prefabbricati tipo FIREBOX;
- quindi, i FIREBOX non sono “luoghi conduttori ristretti” (LCR);
- di conseguenza, non è necessario adottare le misure specifiche LCR (come trasformatori di sicurezza o di isolamento) solo per il fatto di operare in un FIREBOX.
Formazione e qualifiche per operare in un FIREBOX (PES, PAV, PEI)
C’è però un aspetto da non trascurare: all’interno del FIREBOX sono presenti impianti elettrici e componenti elettromeccanici che, per funzionare, devono essere collegati alla rete elettrica.
L’operatore chiamato ad operare all’interno del FIREBOX, in presenza o assenza di tensione elettrica, deve essere adeguatamente formato. È ricordato che:
- il datore di lavoro ha l’obbligo di garantire a tutti i lavoratori un’adeguata formazione per assicurare il pieno rispetto delle norme di sicurezza e prevenire incidenti gravi o fatali;
- la CEI 11-27 definisce i requisiti formativi minimi per diverse figure.
Le figure indicate sono:
- Persona Esperta (PES): in grado di eseguire lavori elettrici sotto tensione.
- Persona Avvertita (PAV): può svolgere lavori in prossimità di parti attive.
- Persona Idonea (PEI): esegue lavori fuori tensione e in prossimità di rischi elettrici.
Inoltre, D.Lgs. 81/08 e CEI 11-27 stabiliscono che per svolgere lavori elettrici su parti in tensione o momentaneamente fuori tensione occorre personale qualificato e informato sui pericoli del rischio elettrico, in possesso dei requisiti per svolgere mansioni sotto tensione.
Conclusione
I FIREBOX non rientrano, in generale, nella definizione di “luoghi conduttori ristretti”: questo significa che si applicano le regole generali di sicurezza elettrica e non le misure specifiche previste per gli LCR. Resta centrale, in ogni caso, la formazione e qualificazione del personale che opera all’interno.