Pompe sommerse UNI EN 12845: la norma ne consente l’utilizzo, ma non come “prima scelta” e con precisi vincoli progettuali e documentali. In questa risposta chiarisco cosa comporta, in pratica, adottare pompe sommerse come pompe principali antincendio e quali attenzioni serve esplicitare in relazione tecnica.
Sommario
Cosa dice la UNI EN 12845 sull’uso delle pompe sommerse
La UNI EN 12845 (10.6.1) permette di utilizzare le pompe sommerse. Questo è il punto di partenza: l’adozione è ammessa, ma non è presentata come soluzione “standard” da applicare senza valutazioni.
Nella pratica, quando si parla di pompe sommerse UNI EN 12845, bisogna leggere l’ammissione insieme alle condizioni e alle conseguenze impiantistiche: non basta “scegliere la pompa”, serve costruire un impianto coerente e motivato.
Limiti della norma e necessità di giustificazione tecnica
La norma pone limiti al loro utilizzo, indicando che dovrebbero essere montate solo se strettamente indispensabile e chiedendo di giustificare tecnicamente la scelta.
In termini operativi, nella relazione occorre indicare perché non si è riusciti a utilizzare schemi alternativi, come:
- pompe centrifughe sottobattente;
- VTP.
Questa parte documentale non è un dettaglio: con le pompe sommerse UNI EN 12845, la motivazione tecnica diventa parte integrante della conformità dell’impostazione progettuale.
Schema sottobattente: perché è “ideale” e cosa comporta
Una caratteristica immediata dei sistemi con pompe sommerse, usate come pompe principali antincendio, è che lo schema idraulico realizzato è sottobattente.
Nel testo originale viene descritto come uno schema “ovviamente” sottobattente e quindi uno schema ideale per un sistema di sicurezza come quello in esame. Questo inquadramento aiuta a capire perché la soluzione possa risultare interessante in specifici contesti, pur restando soggetta ai limiti di impiego e alle verifiche di coerenza complessiva.
Installazione: posizione orizzontale e campane di raffreddamento
Per minimizzare la perdita di volume all’interno della vasca, le pompe devono essere poste in posizione orizzontale.
Inoltre, per evitare il surriscaldamento del motore elettrico, le macchine devono essere inserite all’interno di campane di raffreddamento, costruite in modo da consentire l’ingresso dell’acqua soltanto dalla parte posteriore. L’acqua, lambendo il motore, lo mantiene a una temperatura corretta.
Questo significa che, quando si progetta con pompe sommerse UNI EN 12845, l’attenzione non è solo “idraulica”: anche la configurazione fisica dell’installazione e il raffreddamento diventano elementi espliciti del sistema.
Tubazioni in pressione e posizionamento flessibile della riserva idrica
Le tubazioni che collegano le pompe al locale sono in pressione. Questo consente di posizionare la riserva idrica antincendio in un luogo diverso rispetto a quello scelto per il locale tecnico.
Il testo evidenzia l’utilità di questo aspetto quando si devono rispettare vincoli architettonici o paesistici: si può interrare la riserva idrica e collocare il locale anche a decine di metri dalla riserva.
In termini di calcolo della prevalenza, per ottenere la prevalenza di dimensionamento delle pompe, basterà sommare:
- la prevalenza di progetto della rete;
- le perdite di carico tra le pompe e il locale.
Locale pompe: requisiti e richiami a UNI/TR 11438 e UNI 11292
Per le caratteristiche del locale, il testo richiama anche UNI/TR 11438:2016 punto 7.1, dove viene esplicitamente detto che i locali, anche con l’utilizzo di pompe sommerse, devono rispettare i requisiti della:
- UNI EN 12845:2020
- UNI 11292:2019
Il punto centrale è l’avvertenza: a parte il tema del PUMP–SET (che in questo caso non è presente), tutte le altre richieste contenute nelle norme citate, compresa l’altezza minima, devono essere rispettate.
Quindi, anche se le pompe sommerse UNI EN 12845 cambiano alcune scelte installative, non “semplificano” i requisiti del locale: il locale resta un elemento regolato e da verificare.
Alimentazione idrica: solo singola (mai superiore) con pompe sommerse
Usando pompe sommerse come pompe principali antincendio, si possono realizzare solo ed esclusivamente ALIMENTAZIONI IDRICHE DI TIPO SINGOLO e mai ALIMENTAZIONI DI TIPO SUPERIORE.
La motivazione riportata è diretta: manca la possibilità di collegare un motore diesel direttamente al corpo della pompa, essendo la pompa montata in acqua.
Questo è un vincolo progettuale importante: se l’obiettivo impiantistico richiede un’alimentazione idrica di tipo superiore, la scelta pompe sommerse UNI EN 12845 non è percorribile nei termini descritti.
Affidabilità elettrica e gruppo elettrogeno: utilità e responsabilità
Per ottenere un maggiore livello di affidabilità (non dal punto di vista della norma, ma dal punto di vista funzionale), spesso è invalso l’uso di prevedere un gruppo elettrogeno come fonte energetica di sicurezza.
Questo anche per venire incontro alle richieste del Decreto impianti (Decreto del M. I. 20 dicembre 2012), che dispone che, in assenza di una certificazione da parte dell’ente gestore della rete elettrica, sia il professionista a certificare autonomamente la continuità e l’affidabilità richieste, assumendosi una grande responsabilità dal punto di vista civile e penale.
Il gruppo elettrogeno limita la possibilità di fuori servizio dell’alimentazione idrica antincendio dovuti a mancanza di energia elettrica. Tuttavia, anche in presenza di gruppo elettrogeno, permane la necessità di realizzare un collegamento dei quadri pompe che rispetti i requisiti richiesti (nel testo richiamati come evidenziati in figura).
Conclusioni operative
Le pompe sommerse UNI EN 12845 sono ammesse, ma vanno scelte e descritte con rigore: motivazione tecnica, schema sottobattente, modalità di installazione e raffreddamento, requisiti del locale e conseguenze sulla tipologia di alimentazione idrica. In più, la continuità dell’alimentazione elettrica e i collegamenti dei quadri restano temi da gestire con attenzione.