Acqua di mare per spegnere un incendio: sì, ma con limiti

L'esperto risponde

#22

È possibile utilizzare acqua di mare per spegnere un incendio?

Acqua di mare per spegnere un incendio: sì, è possibile, ma solo rispettando limiti chiari e prevedendo misure specifiche in fase di progettazione della rete antincendio.

In questa rubrica “L’esperto risponde” affrontiamo una domanda frequente soprattutto dove l’acqua dolce non è facilmente disponibile: si può usare acqua di mare (o acqua salmastra) come fluido per lo spegnimento? La risposta è sì, ma non in modo “diretto” o indiscriminato: servono condizioni operative e accorgimenti progettuali precisi.

Acqua di mare per spegnere un incendio: cosa consente la UNI EN 12845

La UNI EN 12845 (punto 8.1.2) permette di utilizzare acqua salata o salmastra. Questo chiarimento è importante perché, in determinati contesti, l’acqua disponibile può non essere dolce.

Detto questo, la stessa impostazione indicata dalla norma non equivale a “qualsiasi acqua va bene”: l’utilizzo di acqua salata/salmastra è ammesso con limiti e con una gestione che tutela l’impianto.

Quali limiti pone l’utilizzo di acqua salata o salmastra

Il punto centrale non è solo la possibilità di usare acqua salata o salmastra, ma come la si usa e cosa deve essere garantito per evitare effetti indesiderati sulla rete.

In particolare, viene evidenziato che l’impiego di acqua salmastra comporta vincoli di esercizio e richiede che l’impianto sia gestito in modo da evitare che l’acqua salata/salmastra rimanga stabilmente all’interno della rete.

Perché la rete antincendio deve essere caricata esclusivamente con acqua dolce

La norma indica chiaramente che la rete antincendio dovrà essere caricata esclusivamente con acqua dolce.

In pratica, anche se l’alimentazione può prevedere l’uso di acqua salata o salmastra, la condizione di riferimento per la rete è che essa rimanga normalmente in assetto con acqua dolce. Questo principio guida tutta la progettazione dell’alimentazione idrica e delle modalità di prova/manutenzione connesse.

Implicazioni progettuali: cosa prevedere nell’alimentazione idrica

Se si vuole rendere praticabile l’opzione “acqua di mare per spegnere un incendio”, la conseguenza operativa è che già in fase di progettazione dell’alimentazione idrica devono essere previsti elementi dedicati.

In particolare, occorre prevedere soluzioni che consentano:

  • di gestire le prove senza compromettere la rete;
  • di garantire che, dopo eventuali veicolazioni di acqua salmastra, sia possibile ripristinare le condizioni richieste (rete caricata con acqua dolce).

Sistema di stoccaggio ausiliario di acqua dolce (prove e ricircolo)

Un primo elemento da prevedere è un sistema di stoccaggio ausiliario di acqua dolce, che consenta di:

  • aspirare l’acqua dolce;
  • ricircolare la portata durante le prove.

Questo punto è essenziale perché le prove devono poter essere eseguite senza introdurre una permanenza indesiderata di acqua salmastra nella rete, mantenendo coerente la gestione dell’impianto con il requisito della rete caricata con acqua dolce.

Sistema di lavaggio con acqua dolce (tubazioni e pompe)

Il secondo elemento fondamentale è un sistema di lavaggio con acqua dolce che preveda la possibilità di eliminare completamente l’acqua salmastra, qualora sia stata veicolata.

La rimozione deve essere possibile:

  • da tutte le tubazioni (sia aspirazioni sia rete in mandata);
  • dalle pompe.

Questo requisito non è un “extra”: è la misura che consente di riportare l’impianto alle condizioni corrette dopo l’eventuale impiego di acqua salmastra.

Cosa si rischia senza queste misure: depositi e corrosione

Senza gli elementi sopra descritti (stoccaggio ausiliario di acqua dolce e lavaggio con acqua dolce), l’alimentazione e la rete idrica rischierebbero seri danni, dovuti a:

  • depositi;
  • corrosione.

In altre parole: la fattibilità tecnica dell’uso di acqua di mare per spegnere un incendio non si esaurisce nel “si può fare”, ma dipende dalla presenza di sistemi che evitino conseguenze dannose per l’impianto.

Conclusione

Acqua di mare per spegnere un incendio: la UNI EN 12845 (8.1.2) lo consente, ma la rete antincendio deve essere caricata esclusivamente con acqua dolce e la progettazione deve prevedere stoccaggio ausiliario e lavaggio completo per gestire prove ed eventuale passaggio di acqua salmastra, riducendo il rischio di depositi e corrosione.

Vuoi verificare se la tua rete può essere gestita in questo modo? Contattaci per un sopralluogo e per valutare, in fase di progettazione, quali sistemi inserire per rispettare questi limiti operativi.
Il contenuto di questo articolo ha finalità esclusivamente informativa e non sostituisce la consulenza di un professionista qualificato. Per decisioni progettuali, valutazioni di conformità normativa o asseverazioni tecniche, rivolgersi a un ingegnere o a un professionista abilitato. L’autore e la società non si assumono responsabilità per l’uso delle informazioni senza adeguata verifica professionale.