Impianto di pressurizzazione silenzioso: guida pratica

L'esperto risponde

#41

Come posso realizzare un impianto di pressurizzazione molto silenzioso e poco ingombrante?

mpianto di pressurizzazione silenzioso: se il locale tecnico è piccolo e vicino alle abitazioni, ridurre rumore e ingombri diventa una priorità. In questa risposta vediamo uno schema impiantistico che punta proprio a minimizzare rumorosità e dimensioni, soprattutto in ambito condominiale.

Quali sono i componenti di un sistema di pressurizzazione?

Un sistema di pressurizzazione è normalmente formato dai seguenti elementi:

  • Riserva idrica a pelo libero (vasca di prima raccolta)
  • Gruppo di pressurizzazione
  • Sistema di accumulo in pressione
  • Quadro elettrico di comando e controllo
  • Accessori elettrici e idraulici

Questa composizione “a blocchi” aiuta a capire dove si concentrano, di solito, ingombri e rumorosità.

Perché rumore e ingombro sono spesso un problema in condominio?

In molti casi la riserva idrica e il gruppo di pressurizzazione sono gli elementi che occupano più spazio. Inoltre, il gruppo di pressurizzazione è l’unico componente che, durante il suo funzionamento, genera rumore.

Spesso questi sistemi vengono installati in locali che confinano, in qualche modo, con le zone abitate dell’edificio. Il rischio è quindi quello di generare negli appartamenti rumori non graditi agli abitanti.

Impianto di pressurizzazione silenzioso: lo schema che riduce rumore e ingombri

Se l’obiettivo è uno schema impiantistico che minimizzi rumorosità e dimensioni, esiste una soluzione precisa: utilizzare elettropompe sommerse, montate direttamente all’interno della riserva idrica a pelo libero.

In pratica, anziché avere un gruppo di pressurizzazione esterno (con motori “fuori vasca”), si porta la funzione di pompaggio dentro la riserva idrica. Questo è il punto chiave che collega insieme i due obiettivi: meno spazio occupato e meno rumore percepito.

Come cambiano gli spazi: cosa si elimina e cosa si semplifica

Utilizzando lo schema con elettropompe sommerse, si ottiene un’immediata diminuzione degli spazi necessari perché:

  • Non è più presente il gruppo di pressurizzazione esterno, sostituito dalle elettropompe sommerse installate direttamente nella riserva idrica.
  • Il locale tecnico risulta, di conseguenza, più “libero” e meno vincolato dall’ingombro del gruppo esterno.

Questo aspetto è particolarmente utile quando i locali tecnici sono di dimensioni ridotte, con difficoltà di accesso ai componenti e spazi angusti per montaggio e manutenzione.

Accumulo in pressione: perché non serve un serbatoio esterno “grande”

Con questo schema non è più necessario un serbatoio in pressione esterno di grosse dimensioni. Il testo evidenzia che le macchine sommerse sono in grado di raffreddarsi molto rapidamente e, per questo, sono sufficienti due serbatoi in pressione da 20 litri per ottenere tempi di ciclo (accensione/spegnimento) compatibili con il buon funzionamento del sistema.

In altre parole, il sistema di accumulo in pressione viene “ridimensionato” in modo coerente con il funzionamento delle macchine sommerse, contribuendo ancora una volta a contenere gli ingombri complessivi.

Riserva idrica modulare: più serbatoi in parallelo per gestire i passaggi

Un ulteriore punto pratico riguarda proprio la riserva idrica: può essere composta facilmente mettendo in parallelo più serbatoi (collegati con tubazioni di diametro opportuno).

Questo consente di:

  • raggiungere il volume di stoccaggio previsto dal calcolo;
  • evitare problemi legati alle dimensioni dei passaggi necessari per raggiungere il locale tecnico.

Questa impostazione “a moduli” è utile quando l’accesso al locale tecnico è complicato e un unico serbatoio grande potrebbe diventare difficile da introdurre e posizionare.

Perché lo schema con sommerse è più silenzioso

L’utilizzo delle macchine sommerse rende il sistema molto silenzioso, perché elimina i problemi legati:

  • ai rumori generati dal funzionamento dei motori esterni;
  • alla trasmissione delle vibrazioni lungo i tubi.

Questo è un passaggio importante: non si tratta solo di “fare meno rumore in locale tecnico”, ma di ridurre la probabilità che vibrazioni e rumori arrivino nelle zone abitate, proprio perché cambia il modo in cui il pompaggio è installato rispetto alla riserva idrica.

Inverter: prestazioni allineate alle richieste e benefici gestionali

Infine, questi sistemi si prestano (come tutti gli altri) a essere comandati tramite inverter. L’obiettivo è ottenere un allineamento delle prestazioni delle macchine con le richieste dell’impianto.

Il testo collega questa gestione a due effetti pratici:

  • un grosso risparmio in termini di energia;
  • una riduzione delle necessità di manutenzione.

In un contesto condominiale, la logica è chiara: se le prestazioni seguono le reali richieste, il sistema lavora in modo più coerente con l’uso effettivo.

Conclusione: una scelta orientata a comfort e spazi

Se vuoi un impianto di pressurizzazione silenzioso e poco ingombrante, lo schema con elettropompe sommerse installate nella riserva idrica a pelo libero è una soluzione mirata: riduce gli ingombri (eliminando il gruppo esterno e un grande serbatoio in pressione) e limita la rumorosità, evitando rumori dei motori esterni e vibrazioni trasmesse lungo le tubazioni.

Per scegliere lo schema più adatto al tuo edificio e ai vincoli del locale tecnico, richiedi una valutazione dedicata.Vuoi un parere sul tuo caso (spazi, accessi e obiettivo di silenziosità)? Contattaci per un sopralluogo e una proposta di soluzione.
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