Interruttore differenziale tipo B e inverter: scelta sicura

L'esperto risponde

#40

Quale tipo di interruttore differenziale utilizzare per un gruppo di pressurizzazione comandato da inverter?

nterruttore differenziale tipo B è la scelta consigliata quando devi proteggere un gruppo di pressurizzazione comandato da inverter, perché le correnti di dispersione verso terra possono essere anche continue.

In questa risposta mettiamo ordine tra classi (AC, A e B), forme d’onda delle correnti di guasto e criterio di scelta, con un punto fermo: sensibilità e tempo di intervento non si “indovinano”, ma si definiscono in progetto in base alla configurazione dell’impianto.

Cos’è un interruttore differenziale e cosa “vede”

L’interruttore differenziale è un dispositivo di protezione che interrompe automaticamente l’alimentazione quando rileva una corrente verso terra superiore a una determinata soglia.

Sul mercato esistono varie tipologie di differenziali, che si distinguono secondo diversi parametri. Tra i più importanti c’è la “classe” (o tipo), che è legata alla capacità del differenziale di rilevare determinate forme d’onda delle correnti.

Perché l’inverter cambia il tipo di corrente di dispersione

L’impiego ormai generalizzato di dispositivi elettronici, in ambito civile e industriale, può comportare che, in caso di guasto di isolamento, si generino correnti di dispersione verso terra con componenti non sinusoidali.

In pratica, oltre al caso di corrente sinusoidale, possono presentarsi correnti di dispersione:

  • unidirezionali,
  • pulsanti,
  • continue.

Nel caso di un gruppo di pressurizzazione comandato da inverter, si ricade proprio nella condizione associata a una corrente di dispersione continua. Ed è qui che la scelta del tipo di differenziale diventa determinante.

Classificazione: differenziale tipo AC, A e B

In relazione alle correnti di dispersione a cui l’interruttore differenziale è sensibile, le norme prevedono una classificazione in tre tipi: AC, A e B.

Il punto chiave non è “quale sia migliore in assoluto”, ma quale sia coerente con la forma d’onda delle possibili correnti di guasto verso terra che l’impianto può generare.

Quando sono presenti apparecchiature elettroniche (come gli azionamenti a inverter), questa verifica diventa ancora più importante, perché le correnti di dispersione possono discostarsi dal comportamento sinusoidale “tradizionale”.

Interruttore differenziale tipo B con inverter: quando e perché

Se il gruppo di pressurizzazione è comandato da inverter e ci si trova nella condizione di corrente di dispersione continua, un dispositivo differenziale tradizionale non è idoneo a funzionare correttamente.

Gli interruttori differenziali di classe B, realizzati in conformità alla IEC / EN 62423, sono in grado di:

  • rilevare tutte le forme d’onda normalmente rilevabili dai differenziali di classe AC e A;
  • in più, rilevare anche correnti di guasto verso terra di tipo continuo.

Per questo motivo, il loro utilizzo è altamente consigliato in presenza di azionamenti ad inverter, cioè dispositivi in grado di generare correnti di guasto continue. In altre parole: se l’inverter può portarti nel “caso continuo”, serve un differenziale che sia sensibile anche a quel caso.

Sensibilità e tempi di intervento: cosa deve stabilire il progettista

Anche individuato il tipo corretto (ad esempio, interruttore differenziale tipo B), restano due aspetti fondamentali che non vanno trattati come “taglie standard” valide sempre:

  • Sensibilità (corrente differenziale nominale di intervento)
  • Tempo di intervento

Questi parametri devono essere calcolati dal progettista elettrico, in funzione della specifica configurazione dell’impianto. È un passaggio essenziale perché è proprio la configurazione reale (non un’idea generica di impianto) a determinare quale combinazione di sensibilità e tempi sia coerente con la protezione richiesta.

Errori tipici da evitare nella scelta del differenziale

Quando si deve proteggere un gruppo di pressurizzazione comandato da inverter, alcuni errori ricorrenti derivano dal sottovalutare il ruolo delle forme d’onda della corrente di dispersione.

In particolare, attenzione a non:

  • scegliere un differenziale “tradizionale” senza verificare se sia idoneo in presenza di correnti di dispersione continue;
  • confondere la “classe” (AC, A, B) con una semplice preferenza di marca o modello, ignorando la capacità di rilevazione delle forme d’onda;
  • decidere sensibilità e tempi senza un calcolo legato alla configurazione dell’impianto (scelta che spetta al progettista elettrico).

Conclusione

Per un gruppo di pressurizzazione comandato da inverter, la presenza possibile di correnti di dispersione continue rende la scelta del differenziale un tema tecnico preciso: l’interruttore differenziale tipo B (IEC/EN 62423) è altamente consigliato perché rileva anche correnti di guasto verso terra continue, oltre a quelle normalmente rilevabili dai tipi AC e A.

Se vuoi, possiamo aiutarti a impostare correttamente la verifica: contattaci per un sopralluogo/analisi della configurazione dell’impianto, così da coordinare la scelta del dispositivo con i criteri di progetto.
Il contenuto di questo articolo ha finalità esclusivamente informativa e non sostituisce la consulenza di un professionista qualificato. Per decisioni progettuali, valutazioni di conformità normativa o asseverazioni tecniche, rivolgersi a un ingegnere o a un professionista abilitato. L’autore e la società non si assumono responsabilità per l’uso delle informazioni senza adeguata verifica professionale.